Affollato incontro venerdì 6 maggio a Salò per discutere di temi che stanno a cuore agli amministratori locali, ma anche a tutti quei cittadini gardesani che vedono con grande preoccupazione la politica dissennata degli ultimi anni che hanno visto il degrado del nostro pregiato ambiente naturale. Dove Sindaci portano avanti scelte coraggiose vengono premiati, come Lorella Lavo riconfermata Prima Cittadina di Moniga, dopo aver adottato un PGT a consumo di suolo 0,5%.
Uso del territorio e autonomia fiscale: ne abbiamo discusso con l’intervento di Claudio Martini, presidente della Regione Toscana nel passato decennio.
Si è partiti dalla riflessione su uno dei primi provvedimenti del Governo Berlusconi: l’eliminazione indiscriminata dell’ICI sulla prima casa; un regalo ai possessori di ville e case di lusso, visto che già il Governo Prodi aveva esentato le case di minor valore. La conseguenza è che ai Comuni è stata sottratta una delle principali fonti d’entrata. Il Governo Berlusconi in questi tre anni ha messo le mani nelle tasche degli Italiani, visto che la pressione fiscale è aumentata, ricorrendo soprattutto alle “mani operative” delle amministrazioni locali, per raggiungere precari equilibri di bilancio, a seguito di tagli ingenti ai trasferimenti dallo Stato a Regioni ed Enti Locali oltre che scaricando in periferia i tagli all’Istruzione, alla Sanità e ai Servizi Sociali e in molti altri settori della vita delle famiglie e delle comunità.
E’ stato chiesto a Claudio Martini, che coordina il forum degli Enti Locali del PD di spiegarci cosa non va della proposta dei federalismo municipale del Governo, di cui la lega si riempie la bocca.
Martini giudica la proposta una pianticella che sta nascendo storta e che se non si corregge subito provocherà guasti notevoli alle comunità locali, soprattutto a quelle piccole e che non possiedono fonti d’entrata:
1) MENO SOLDI DALLO STATO ai COMUNI (riduzione trasferimenti erariali -1,3 miliardi nel 2011, -2,2 miliardi dal 2012);
2) PIU’ TASSE PER LAVORATORI DIPENDENTI E PENSIONATI (molti Comuni saranno costretti ad aumentare l’addizionale Irpef o ad istituirla);
3) IMPOSTA DI SOGGIORNO che i Comuni turistici possono istituire per prendere soldi;
4) CEDOLARE SECCA: i proprietari di abitazioni affittate possono optare per un imposta sostitutiva ma non ci sarà nessun beneficio per gli inquilini;
5) L’autonomia tributaria è bloccata fino al 2014.
2. Fase a regime (dal 2014):
6) INTRODUZIONE IMU (Imposta Municipale Unica) che sarà maggiore della vecchia Ici e graverà su immobili non locati;
7) PIU’ TASSE PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE E ENTI COMMERCIALI: dal 6,4 %o (ICI) ad almeno il 7,6 %o (IMUP);
8) Sistema perequativo non ancora determinato;
Sia nella fase di transizione, sia a regime dopo il 2014, vi sono soltanto compartecipazioni dei comuni a tributi erariali, ossia nessuna autonomia dei sindaci. L'Imposta municipale unica, unica non è, in quanto si affianca a tante imposte oggi in vigore e conservate. Sopratutto, colpisce pesantemente gli immobili utilizzati dagli artigiani, dai commercianti, dai piccoli imprenditori per il loro lavoro, mentre esenta le società di capitali. L'aliquota prevista per l'Imu per dare un gettito significativo è così elevata che Calderoli e Tremonti, pur conoscendola, non hanno il coraggio di scriverla nel testo. Infine, non c'è nulla sulla perequazione”.
Nel settore del turismo ad esempio, sulla tassa di soggiorno, le soluzioni di Calderoli sono un pasticcio incredibile ideato per fare cassa, ma che alla fine produrranno danni solo al turismo.Viene data la possibilità ai comuni capoluogo di provincia di istituire la tassa di soggiorno, da 0,5 a 5 euro per notte di soggiorno, senza alcuna destinazione economica chiara degli introiti. Anche Confcommercio ha espresso dubbi sulla tassa di soggiorno.
Manca poi ogni riferimento alle necessarie modifiche istituzionali: per ridurre i costi dei Comuni è necessario favorire il loro accorpamento o le Unioni dei Comuni, con incentivi, per avere uffici più efficienti, evitando duplicazioni costose. Manca una vera “Carta delle autonomie”, il Senato delle Regioni col superamento del bicameralismo e il dimezzamento dei parlamentari.
E per finire: di quale autonomia si parla se tutto viene deciso dal Governo e dal Parlamento a Roma?
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mercoledì 18 maggio 2011
Consumo di suolo e autonomia fiscale/3
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martedì 17 maggio 2011
Consumo di suolo e autonomia fiscale/2
Affollato incontro venerdì 6 maggio a Salò per discutere di temi che stanno a cuore agli amministratori locali, ma anche a tutti quei cittadini gardesani che vedono con grande preoccupazione la politica dissennata degli ultimi anni che hanno visto il degrado del nostro pregiato ambiente naturale. Dove Sindaci portano avanti scelte coraggiose vengono premiati, come Lorella Lavo riconfermata Prima Cittadina di Moniga, dopo aver adottato un PGT a consumo di suolo 0,5%.
L’incontro, condotto da Gianpaolo Comini, coordinatore del Circolo PD di Salò, è partito da un’analisi dei dati di consumo del territorio negli ultimi anni; dati impressionanti:
- In Italia ogni anno vengono urbanizzati 400 Kmq. di territorio agricolo/naturale ( 3 volte l’area urbanizzata di Milano);
- Lombardia: dal 1999 al 2007: 34.000 ettari ( 12 ettari al giorno); 1600 nel solo anno 2007
- Provincia di Brescia: 6.724 ettari (2,3 ettari al giorno); oltre 22.000 piò; record lombardo
- Garda: 637,3 ettari, il 10% dell’intera Provincia!
Giovanni Cigognetti, Sindaco di Salò dal ’95 al ’99 di una Giunta di centrosinistra e stimato architetto-urbanista, ci ha aiutato a capire qual è lo stato delle cose in Lombardia e sul Garda. La legge regionale 12 in materia urbanistica ha modificato le regole della pianificazione urbanistica; la sua applicazione può essere virtuosa in base alle scelte dei Sindaci e degli amministratori locali, che possono dare corso alle proposte di edificazione dei privati in base ai bisogni reali delle comunità e al livello dei servizi che un Comune vuole erogare ai propri cittadini. Può però portare a risultati devastanti quanto a consumo di territorio se, in presenza di forti tagli di risorse dal Governo ai Comuni, questi cercano di compensare continuando a svendere il proprio patrimonio: il territorio e l’ambiente naturale.
Cigognetti ha portato esempi di Comuni virtuosi, anche sul Garda; l’amministrazione comunale di Moniga, guidata da un Sindaco del PD, ha infatti adottato un Piano di Governo del territorio con un consumo di aree per i prossimi 5 anni vicino allo zero; un’azione positiva per controbilanciare le colate di cemento delle precedenti amministrazioni di centrodestra.
D’altra parte i dati relativi al Garda bresciano sono impressionanti:
Eppure siamo in presenza di case vuote e seconde case che superano il 40% dell’edificato; parallelamente in questi anni abbiamo assistito ad un esodo molto alto di giovani coppie nei Comuni vicini. Salò non ha dato risposta al bisogno di casa dei suoi abitanti e di quanti vi lavorano, a differenza di quanto realizzato nei decenni precedenti.
Il rischio aumenta anche in conseguenza delle politiche del Governo:
Il decreto “milleproproghe” ha fissato al 75% la quota degli oneri di urbanizzazione destinabili anche a spesa corrente, quindi senza tener conto sia delle reali necessità di opere di urbanizzazione conseguenti ai nuovi insediamenti, sia della necessità di prevedere adeguati ammortamenti per gli interventi di manutenzione del patrimonio pubblico, inteso sia più propriamente come edifici (vedi la situazione degli adeguamenti alle norme di sicurezza di Scuole e edifici pubblici in genere), sia per la manutenzione del patrimonio di infrastrutture e aree pubbliche: strade, marciapiedi, piste ciclabili (dove ci sono), parchi, giardini, impianti sportivi ecc..
Il Governo dà meno soldi ai Comuni e con queste norme li invita a far fronte ai bisogni delle comunità con la svendita del patrimonio ambientale. E’ questo il federalismo in salsa leghista?
il coord.pdsalò GianPaolo Comini
L’incontro, condotto da Gianpaolo Comini, coordinatore del Circolo PD di Salò, è partito da un’analisi dei dati di consumo del territorio negli ultimi anni; dati impressionanti:
- In Italia ogni anno vengono urbanizzati 400 Kmq. di territorio agricolo/naturale ( 3 volte l’area urbanizzata di Milano);
- Lombardia: dal 1999 al 2007: 34.000 ettari ( 12 ettari al giorno); 1600 nel solo anno 2007
- Provincia di Brescia: 6.724 ettari (2,3 ettari al giorno); oltre 22.000 piò; record lombardo
- Garda: 637,3 ettari, il 10% dell’intera Provincia!
Giovanni Cigognetti, Sindaco di Salò dal ’95 al ’99 di una Giunta di centrosinistra e stimato architetto-urbanista, ci ha aiutato a capire qual è lo stato delle cose in Lombardia e sul Garda. La legge regionale 12 in materia urbanistica ha modificato le regole della pianificazione urbanistica; la sua applicazione può essere virtuosa in base alle scelte dei Sindaci e degli amministratori locali, che possono dare corso alle proposte di edificazione dei privati in base ai bisogni reali delle comunità e al livello dei servizi che un Comune vuole erogare ai propri cittadini. Può però portare a risultati devastanti quanto a consumo di territorio se, in presenza di forti tagli di risorse dal Governo ai Comuni, questi cercano di compensare continuando a svendere il proprio patrimonio: il territorio e l’ambiente naturale.
Cigognetti ha portato esempi di Comuni virtuosi, anche sul Garda; l’amministrazione comunale di Moniga, guidata da un Sindaco del PD, ha infatti adottato un Piano di Governo del territorio con un consumo di aree per i prossimi 5 anni vicino allo zero; un’azione positiva per controbilanciare le colate di cemento delle precedenti amministrazioni di centrodestra.
D’altra parte i dati relativi al Garda bresciano sono impressionanti:
- dal 1999 al 2007 ci sono state nuove urbanizzazioni di territorio pari a 637 ettari (il 10% rispetto all’intera Provincia);
- In Valtenesi: dal 35,7% al 40,3% di territorio urbanizzato;
- Salò: era al 12%, (ma con una vasta zona collinare alle spalle); oggi certamente la percentuale è più alta più visti gli interventi degli ultimi anni.
Eppure siamo in presenza di case vuote e seconde case che superano il 40% dell’edificato; parallelamente in questi anni abbiamo assistito ad un esodo molto alto di giovani coppie nei Comuni vicini. Salò non ha dato risposta al bisogno di casa dei suoi abitanti e di quanti vi lavorano, a differenza di quanto realizzato nei decenni precedenti.
Il rischio aumenta anche in conseguenza delle politiche del Governo:
Il decreto “milleproproghe” ha fissato al 75% la quota degli oneri di urbanizzazione destinabili anche a spesa corrente, quindi senza tener conto sia delle reali necessità di opere di urbanizzazione conseguenti ai nuovi insediamenti, sia della necessità di prevedere adeguati ammortamenti per gli interventi di manutenzione del patrimonio pubblico, inteso sia più propriamente come edifici (vedi la situazione degli adeguamenti alle norme di sicurezza di Scuole e edifici pubblici in genere), sia per la manutenzione del patrimonio di infrastrutture e aree pubbliche: strade, marciapiedi, piste ciclabili (dove ci sono), parchi, giardini, impianti sportivi ecc..
Il Governo dà meno soldi ai Comuni e con queste norme li invita a far fronte ai bisogni delle comunità con la svendita del patrimonio ambientale. E’ questo il federalismo in salsa leghista?
il coord.pdsalò GianPaolo Comini
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martedì 19 aprile 2011
6 Maggio: serata sul consumo di suolo e autonomia fiscale
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